Non posso cedere il mio ruolo anche se è
stata una mia volontà. È stato Lorenzo o io a relegarmi su
questa sedia? Cosa importa? Resto ipnotizzato dalla luce del
flash che a ritmo irregolare illumina la stanza. Resto in
disparte, non riesco a muovermi. Trattengo il respiro, tengo
la posa. Non è me che sta fotografando, non importa. Tutto è
concentrato nel perimetro del tappeto che circoscrive il
salotto di questo open space la cui costruzione ha minato il
mio sistema nervoso. Non posso distrarmi e non voglio. Le
quindici gocce di lexotan mi sono d’aiuto. Non sono agitato.
Devo rimanere concentrato, nulla deve sfuggirmi. Tutto deve
essere impresso nel mio cervello. Non sono le immagini che mi
interessano, quelle le potrò vedere in un secondo momento.
Sono i gesti e le espressioni di Lorenzo ad interessarmi, da
quelle non riesco a distrarmi. Scompariranno una volta spento
il generatore e acceso il lampadario della stanza, Lorenzo non
me le racconterà, lo so. Lo guardo quasi a spiarlo, non mi
interessa se lascerà le mie domande senza risposta, me ne
fregherò anche del suo negare. La mia mente si trasformerà in
una camera oscura, le informazioni che sto immagazzinando
prenderanno vita sulla pellicola dei miei ricordi. Non farò
domande, non cercherò un contraddittorio. Marco gli piace.
Racconti Gay
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giovedì 24 gennaio 2013
mercoledì 15 agosto 2012
AL SUPERMERCATO
I
supermercati, si sa, sono sempre stati un ottimo luogo di cuccaggio.
Maschi single che individuavano tra gli scaffali fanciulle single e le
tacchinavano.
Da un po’ di anni a questa parte, da quando i gay hanno acquisito un po’ di visibilitò, i supermercati sono un ottimo punto per incontri anche per loro.ù
Al supermercato poteva nascere l’amore di tutta una vita, un’avventura estiva, o anche solo una sana scopata.
E questo è quello che è successo a me....
Stavo girovagando tra gli scaffali con il mio cestino quando notai un ragazzo molto bello che si guardava intorno. Anche lui aveva un misero cestino con dentro pochissini prodotti, il minimo per sopravvivere per un single.
Indossava una t-shirt bianca aderente che esaltava un fisico scultoreo, bermuda e infradito.
La carnagione era abbronzata e i capelli scuri erano tagliati stile marine.
Il mio gaydar mi suggeriva che fosse gay, al massimo bisex.
Da un po’ di anni a questa parte, da quando i gay hanno acquisito un po’ di visibilitò, i supermercati sono un ottimo punto per incontri anche per loro.ù
Al supermercato poteva nascere l’amore di tutta una vita, un’avventura estiva, o anche solo una sana scopata.
E questo è quello che è successo a me....
Stavo girovagando tra gli scaffali con il mio cestino quando notai un ragazzo molto bello che si guardava intorno. Anche lui aveva un misero cestino con dentro pochissini prodotti, il minimo per sopravvivere per un single.
Indossava una t-shirt bianca aderente che esaltava un fisico scultoreo, bermuda e infradito.
La carnagione era abbronzata e i capelli scuri erano tagliati stile marine.
Il mio gaydar mi suggeriva che fosse gay, al massimo bisex.
domenica 12 agosto 2012
PASTICCERIA.....
Ero lì a lavorare da una settimana.
Tommi l'avrò visto sì e no due volte. Tommaso era il figlio dei
proprietari della pasticceria.
Quella mattina mi ero svegliato e sono
andato al lavoro come ogni altro giorno, non sapevo ancora come sarei
tornato a casa, ma ero contento perché il giorno dopo era la mia
giornata libera. Questo fatto positivo si contrapponeva al fatto che
la pasticceria doveva essere linda e pulita perché rimaneva chiusa
per due giorni. Naturalmente come ultimo arrivato e come una specie
di “tuttofare”/ “schiavo” dovevo eseguire io tutte le pulizie
finali.
Ero lì quasi alla fine di quella
focosa giornata chinato, o meglio quasi sdraiato, sul banco per
pulirlo quando da dietro me sento un “ehm..”, mi giro ed eccolo
lì...il bel figlioccio dei proprietari.
- Ciao Tommi! -
- Ciao!...pulizie eh? -
- Eh già...sai com'è.. -
- ..sì sì, di solito le facevano fare a me, è anche per questo che sono scappato all'università a Milano...ahahah!!! -
- Eh grazie né! Non potevo incontrarti prima, così mi davi qualche dritta?!?! ahah... -
- Va beh...se vuoi una mano.. -
- Ma non è che poi i tuoi...si incazzano? -
- Ma nooo...anzi, ne sarebbero felici perché almeno do una mano nella pasticceria. -
- E allora grazie.. -
Eccoci lì, a fare le
pulizie insieme...ci scambiamo un paio di battute ogni tanto, per il
resto del tempo lavoriamo. Ad un certo punto però lui bam..scivola..
mercoledì 8 agosto 2012
AUTOSTOP
Qua sul lago fa sempre più caldo,
ormai ti svegli alla mattina che sei sudato. Ti fai la doccia e sei
sudato, insomma sei sempre ricoperto di sudore...
L'aria calda si mescola all'umidità
del caldo e tu i 35 gradi li senti come se fossero 40...all'ombra..
Stavo tornando a casa in macchina dopo
un pomeriggio passato con un'amica quando all'improvviso vedo il
solito autostoppista, non mi fermo...passo dritto, anche perché ero
quasi arrivato a casa. Non so cosa mi abbia preso in quel momento, ma
mi sono fermato. Sono arrivato in cima alla salita che porta in casa
e ho girato la macchina, sono tornato sulla statale desideroso di
fare “qualcosa di buono”. Passo dritto davanti a lui e c'è
ancora. Che diavolo faccio? Giro di nuovo la macchina e mi accosto,
abbasso il finestrino e dalla mia minuscola seicento gli chiedo dove
sta andando...alla sua risposta gli faccio “sali!...ti ci porto
io!”...sale in macchina mi chiede di dove fossi.
martedì 7 agosto 2012
TU......
Tu che da lontano mi fissi, mi scruti e
mi osservi. Ti alzi e cammini per raggiungermi. Mi fai provare mille
emozioni, mi fai venire la pelle d'oca, mi fai venire la
palpitazione, mi fai venire...
Con il tuo sguardo e la tua postura
perfetta. I tuoi pettorali con gli addominali perfettamente scolpiti,
sembrano marmo levigato da uno dei migliori artisti. Mi distrai, mi
accarezzi, mi abbracci. Senza dirmi nulla, senza il sussurrarmi. Devo
scrivere e pure tu sei qui accanto a me che mi fissi.
Giri la sedia verso la tua direzione e
io ti guardo sbigottito, non capisco e non comprendo. Insaziabile.
Lentamente ti avvicini, mi baci. Mi sbottoni lentamente la camicia e
passi il palmo della mano sul mio petto. Continui a baciarmi, a
glorificarmi, scendendo lungo il collo per arrivare al petto. Ti
soffermi sui capezzoli e...dio che goduria. La tua lingua che si
destreggia lentamente, le tue labbra che succhiano leggermente, i
tuoi denti che appoggiano sulla pelle...quando sono lì e vorrei che
tu non smettessi più, tu ti fermi. Ti arresti e io con la bocca
aperta ti fisso desideroso di poter ricevere ancora e ancora le tue
mille attenzioni. Ti rialzi io ti seguo con lo sguardo, mi prendi la
mano e mi porti via...mi porti a letto.
giovedì 26 luglio 2012
IL MECCANICO
Era un caldo pomeriggio di agosto e stavo tornando a casa in macchina dalla piscina dove avevo passato tutta la giornata.
Milano era deserta e quasi tutti i negozi erano chiusi, ma la piscina era molto affollata soprattutto di giovani, probabilmente squattrinati come me.
Avevo passato la giornata a sbirciare alcuni i molti ragazzi praticamente nudi che prendevano il sole.
Alcuni indossavano costumi aderenti che lasciavano capire quanto fossero dotati, altri costumi a pantaloncino; alcuni avevano dei fisici non propriamente in forma, ma altri avevano dei fisici da sballo.
Anch'io avevo indossato un costume a slip bianco e per nascondere le erezioni che ogni tanto arrivavo prepotentemente avevo dovuto spesso mettermi a pancia in giù.
Avevo scelto di indossare il costume bianco, obiettivamente minuscolo, per mettere in risalto la mia fisicità.
Ero abbronzato, facevo palestra e nuoto, e quindi avevo un bel fisico scolpito ma senza esagerare, avevo il petto perfettamente depilato, perché come non amavo i peli io pensavo che non piacessero nemmeno agli altri, non ero quel che si dice un superdotato, ma nemmeno messo male, insomma ero decisamente un bel figo che piaceva sia agli uomini sia alle donne, e ne ero perfettamente conscio.
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