Ero lì a lavorare da una settimana.
Tommi l'avrò visto sì e no due volte. Tommaso era il figlio dei
proprietari della pasticceria.
Quella mattina mi ero svegliato e sono
andato al lavoro come ogni altro giorno, non sapevo ancora come sarei
tornato a casa, ma ero contento perché il giorno dopo era la mia
giornata libera. Questo fatto positivo si contrapponeva al fatto che
la pasticceria doveva essere linda e pulita perché rimaneva chiusa
per due giorni. Naturalmente come ultimo arrivato e come una specie
di “tuttofare”/ “schiavo” dovevo eseguire io tutte le pulizie
finali.
Ero lì quasi alla fine di quella
focosa giornata chinato, o meglio quasi sdraiato, sul banco per
pulirlo quando da dietro me sento un “ehm..”, mi giro ed eccolo
lì...il bel figlioccio dei proprietari.
- Ciao Tommi! -
- Ciao!...pulizie eh? -
- Eh già...sai com'è.. -
- ..sì sì, di solito le facevano fare a me, è anche per questo che sono scappato all'università a Milano...ahahah!!! -
- Eh grazie né! Non potevo incontrarti prima, così mi davi qualche dritta?!?! ahah... -
- Va beh...se vuoi una mano.. -
- Ma non è che poi i tuoi...si incazzano? -
- Ma nooo...anzi, ne sarebbero felici perché almeno do una mano nella pasticceria. -
- E allora grazie.. -
Eccoci lì, a fare le
pulizie insieme...ci scambiamo un paio di battute ogni tanto, per il
resto del tempo lavoriamo. Ad un certo punto però lui bam..scivola..
- Oi...cazzo, tutto bene? -
- Sì sì...c'era della farina...anzi occhio! -
Troppo tardi..ormai ero per
terra anch'io...sopra di lui. Ci guardammo negli occhi per un istante
e poi lui allungò il collo e mi diede un bacio...veloce e insicuro.
- Oh cazzo... -
- Scusami...non volevo...e che...tu e..no niente mi sono sbagliato! Scusa...-
- Ma che...fammi finire...oh cazzo anche tu sei gay! -
A quel punto lui mi agguantò
dietro mi avvicinò ancora e mi diede un altro bacio...continuammo a
baciarci e a rotolarci nella farina..era ovunque sui nostri corpi.
Ovunque..salimmo sul tavolone da lavoro. Era bellissimo. Biondo,
occhi azzurri. La farina che gli sporcava il volto. Ormai a torso
nudo ho scoperto che possedeva un fisico palestrato,
stupendo...depilato in ogni parte. La farina era ovunque anche lì.
Ma fu lui a fare la prima mossa, come prima. Mi fece sdraiare, andò
di là a prendere non so cosa....solo dopo ho riconosciuto ciò che
aveva nelle mani. Una spatola e un secchiello. Dentro quel secchiello
tenevamo la crema pasticcera.
- Che ne dici se ci divertiamo un po'? -
- Oh sì...mi piace..-
Ho accompagnato queste
parole con una smorfia e con la lingua di fuori. Mi morsi il labbro.
Lui non esitò un attimo. Prese la spatola e la immerse nel secchio.
Mi spalmò la crema sul torace e sul collo e cominciò lentamente e
dolcemente a leccarla via. Era una goduria immensa. Ormai sentivo il
cazzo che non era solo in tiro, ma era durissimo. Stavano per
esplodermi le mutande. Lui continuò sui capezzoli, armeggiava quella
spatola come se fosse un'arma erotica. Continuò a spalmarmi e a
scendere sempre di più. Non vedevo l'ora che arrivasse ancora più
in basso. Ed eccolo lì ai pantaloni. Me li tolse, ma lasciò su i
boxer. Cominciò a leccare quelli. Poi prese l'elastico con i denti e
li fece scendere lentamente. Intanto sentivo il suo naso che sfiorava
il mio pene. Cazzo, era bellissimo. Quando mi tolse anche le mutande
mi stavo già chiedendo quale fosse la prossima mossa. A quel punto
prese il sac à poche pieno di panna che era lì accanto sul tavolo e
mi riempì di panna montata.
Oddio, quella freschezza.
Quei baci. Quelle leccate. Quel pompino. Memorabili. Tutto era così
perfetto. Così maledettamente perfetto. Andò avanti per un quarto
d'ora e dimenarmi il pene. Era bellissimo. Poi risalì. Continuava a
riempirmi di bacetti e di leccate. Sul collo mi fece un grosso
succhiotto. Me lo ricordo benissimo, mi è rimasto su per i quattro
giorni successivi. Dio, non ce la facevo più...dovevo possederlo.
Ora era lui quello sdraiato
e i miei occhi parlavano da sé...
- Cattivo...!!! Cosa mi fuori fare?!?!-
- Lo vedrai...-
Presi la ciotola di
cioccolata fusa...e con un cucchiaio gli disegnai uno scarabocchio
sul corpo, fino all'ombelico. All'inizio lui sussultò..la crema era
calda. Cominciai subito ad inghiottire il tutto. La cioccolata si
spalmò su tutto il corpo. Era fondente, mischiata al suo sapore...il
dolce più buono che io abbia mai mangiato. Me lo sono gustato e
prelibato. Sono sceso...gli ho tolto i boxer...il suo unico
indumento. Le mie mani tra le sue chiappe e il tavolo freddo, i due
glutei tesi. Era meraviglioso...20 cm di cannoncino. Cominciammo un
bellissimo 69. Lui andò e mi leccò di nuovo tutto...divorò i miei
testicoli come se fossero due lecca lecca...poi andò più in su...il
culo...dio...che piacere immenso...ero lì ed ero pronto...lo volevo.
Mi rigirai di nuovo e mi misi sopra di lui. L'ho sentito entrare
lentamente. Lui sdraiato su quel freddo tavolo da lavoro pieno di
farina, di crema e di cioccolata. La panna montata ovunque. Il ciuffo
biondo pieno di granelli bianchi...bellissimo. Un dio. Cambiammo
diverse volte la posizione...ci fermammo anche e ricominciammo con i
nostri giochetti. Poi riprendemmo di nuovo. Poi ancora ci fermammo.
Alla fine non ce la facevo più...stavo scoppiando...sudato. Uno
schizzo così non l'avevo mai fatto. La borra si andò a mischiare
alla farina sul suo corpo. Gli arrivò fino alla bocca. La leccò
via. Io ripresi la panna e gliela misi sul cazzo. Ricominciai a
pompare e lo feci venire. Un gusto unico. Sentivo il tutto insieme
che scendeva dalla bocca in gola. Era grandioso. Le mie mani che gli
accarezzavano l'addome e le spalle. Veloci, convulse. Ero estasiato
da lui...ero ancora eccitato.
Era stupendo. Avrei
continuato per ore..l'avrei rifatto per altre 1000 volte, ma c'era
quella cazzo di pasticceria da pulire..ma non me lo feci scappare e,
quindi dopo, lo invitai a casa da me.
by TINKO
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