domenica 12 agosto 2012

PASTICCERIA.....


Ero lì a lavorare da una settimana. Tommi l'avrò visto sì e no due volte. Tommaso era il figlio dei proprietari della pasticceria.
Quella mattina mi ero svegliato e sono andato al lavoro come ogni altro giorno, non sapevo ancora come sarei tornato a casa, ma ero contento perché il giorno dopo era la mia giornata libera. Questo fatto positivo si contrapponeva al fatto che la pasticceria doveva essere linda e pulita perché rimaneva chiusa per due giorni. Naturalmente come ultimo arrivato e come una specie di “tuttofare”/ “schiavo” dovevo eseguire io tutte le pulizie finali.
Ero lì quasi alla fine di quella focosa giornata chinato, o meglio quasi sdraiato, sul banco per pulirlo quando da dietro me sento un “ehm..”, mi giro ed eccolo lì...il bel figlioccio dei proprietari.
  • Ciao Tommi! -
  • Ciao!...pulizie eh? -
  • Eh già...sai com'è.. -
  • ..sì sì, di solito le facevano fare a me, è anche per questo che sono scappato all'università a Milano...ahahah!!! -
  • Eh grazie né! Non potevo incontrarti prima, così mi davi qualche dritta?!?! ahah... -
  • Va beh...se vuoi una mano.. -
  • Ma non è che poi i tuoi...si incazzano? -
  • Ma nooo...anzi, ne sarebbero felici perché almeno do una mano nella pasticceria. -
  • E allora grazie.. -


Eccoci lì, a fare le pulizie insieme...ci scambiamo un paio di battute ogni tanto, per il resto del tempo lavoriamo. Ad un certo punto però lui bam..scivola..

  • Oi...cazzo, tutto bene? -
  • Sì sì...c'era della farina...anzi occhio! -

Troppo tardi..ormai ero per terra anch'io...sopra di lui. Ci guardammo negli occhi per un istante e poi lui allungò il collo e mi diede un bacio...veloce e insicuro.

  • Oh cazzo... -
  • Scusami...non volevo...e che...tu e..no niente mi sono sbagliato! Scusa...-
  • Ma che...fammi finire...oh cazzo anche tu sei gay! -

A quel punto lui mi agguantò dietro mi avvicinò ancora e mi diede un altro bacio...continuammo a baciarci e a rotolarci nella farina..era ovunque sui nostri corpi. Ovunque..salimmo sul tavolone da lavoro. Era bellissimo. Biondo, occhi azzurri. La farina che gli sporcava il volto. Ormai a torso nudo ho scoperto che possedeva un fisico palestrato, stupendo...depilato in ogni parte. La farina era ovunque anche lì. Ma fu lui a fare la prima mossa, come prima. Mi fece sdraiare, andò di là a prendere non so cosa....solo dopo ho riconosciuto ciò che aveva nelle mani. Una spatola e un secchiello. Dentro quel secchiello tenevamo la crema pasticcera.

  • Che ne dici se ci divertiamo un po'? -
  • Oh sì...mi piace..-

Ho accompagnato queste parole con una smorfia e con la lingua di fuori. Mi morsi il labbro. Lui non esitò un attimo. Prese la spatola e la immerse nel secchio. Mi spalmò la crema sul torace e sul collo e cominciò lentamente e dolcemente a leccarla via. Era una goduria immensa. Ormai sentivo il cazzo che non era solo in tiro, ma era durissimo. Stavano per esplodermi le mutande. Lui continuò sui capezzoli, armeggiava quella spatola come se fosse un'arma erotica. Continuò a spalmarmi e a scendere sempre di più. Non vedevo l'ora che arrivasse ancora più in basso. Ed eccolo lì ai pantaloni. Me li tolse, ma lasciò su i boxer. Cominciò a leccare quelli. Poi prese l'elastico con i denti e li fece scendere lentamente. Intanto sentivo il suo naso che sfiorava il mio pene. Cazzo, era bellissimo. Quando mi tolse anche le mutande mi stavo già chiedendo quale fosse la prossima mossa. A quel punto prese il sac à poche pieno di panna che era lì accanto sul tavolo e mi riempì di panna montata.
Oddio, quella freschezza. Quei baci. Quelle leccate. Quel pompino. Memorabili. Tutto era così perfetto. Così maledettamente perfetto. Andò avanti per un quarto d'ora e dimenarmi il pene. Era bellissimo. Poi risalì. Continuava a riempirmi di bacetti e di leccate. Sul collo mi fece un grosso succhiotto. Me lo ricordo benissimo, mi è rimasto su per i quattro giorni successivi. Dio, non ce la facevo più...dovevo possederlo.
Ora era lui quello sdraiato e i miei occhi parlavano da sé...

  • Cattivo...!!! Cosa mi fuori fare?!?!-
  • Lo vedrai...-

Presi la ciotola di cioccolata fusa...e con un cucchiaio gli disegnai uno scarabocchio sul corpo, fino all'ombelico. All'inizio lui sussultò..la crema era calda. Cominciai subito ad inghiottire il tutto. La cioccolata si spalmò su tutto il corpo. Era fondente, mischiata al suo sapore...il dolce più buono che io abbia mai mangiato. Me lo sono gustato e prelibato. Sono sceso...gli ho tolto i boxer...il suo unico indumento. Le mie mani tra le sue chiappe e il tavolo freddo, i due glutei tesi. Era meraviglioso...20 cm di cannoncino. Cominciammo un bellissimo 69. Lui andò e mi leccò di nuovo tutto...divorò i miei testicoli come se fossero due lecca lecca...poi andò più in su...il culo...dio...che piacere immenso...ero lì ed ero pronto...lo volevo. Mi rigirai di nuovo e mi misi sopra di lui. L'ho sentito entrare lentamente. Lui sdraiato su quel freddo tavolo da lavoro pieno di farina, di crema e di cioccolata. La panna montata ovunque. Il ciuffo biondo pieno di granelli bianchi...bellissimo. Un dio. Cambiammo diverse volte la posizione...ci fermammo anche e ricominciammo con i nostri giochetti. Poi riprendemmo di nuovo. Poi ancora ci fermammo. Alla fine non ce la facevo più...stavo scoppiando...sudato. Uno schizzo così non l'avevo mai fatto. La borra si andò a mischiare alla farina sul suo corpo. Gli arrivò fino alla bocca. La leccò via. Io ripresi la panna e gliela misi sul cazzo. Ricominciai a pompare e lo feci venire. Un gusto unico. Sentivo il tutto insieme che scendeva dalla bocca in gola. Era grandioso. Le mie mani che gli accarezzavano l'addome e le spalle. Veloci, convulse. Ero estasiato da lui...ero ancora eccitato.
Era stupendo. Avrei continuato per ore..l'avrei rifatto per altre 1000 volte, ma c'era quella cazzo di pasticceria da pulire..ma non me lo feci scappare e, quindi dopo, lo invitai a casa da me.

by TINKO

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