Tu che da lontano mi fissi, mi scruti e
mi osservi. Ti alzi e cammini per raggiungermi. Mi fai provare mille
emozioni, mi fai venire la pelle d'oca, mi fai venire la
palpitazione, mi fai venire...
Con il tuo sguardo e la tua postura
perfetta. I tuoi pettorali con gli addominali perfettamente scolpiti,
sembrano marmo levigato da uno dei migliori artisti. Mi distrai, mi
accarezzi, mi abbracci. Senza dirmi nulla, senza il sussurrarmi. Devo
scrivere e pure tu sei qui accanto a me che mi fissi.
Giri la sedia verso la tua direzione e
io ti guardo sbigottito, non capisco e non comprendo. Insaziabile.
Lentamente ti avvicini, mi baci. Mi sbottoni lentamente la camicia e
passi il palmo della mano sul mio petto. Continui a baciarmi, a
glorificarmi, scendendo lungo il collo per arrivare al petto. Ti
soffermi sui capezzoli e...dio che goduria. La tua lingua che si
destreggia lentamente, le tue labbra che succhiano leggermente, i
tuoi denti che appoggiano sulla pelle...quando sono lì e vorrei che
tu non smettessi più, tu ti fermi. Ti arresti e io con la bocca
aperta ti fisso desideroso di poter ricevere ancora e ancora le tue
mille attenzioni. Ti rialzi io ti seguo con lo sguardo, mi prendi la
mano e mi porti via...mi porti a letto.
Diventi più brusco, aggressivo, come
un leone tra le lenzuola con la sua preda. Mi sbatti tra le coperte,
cerco di rialzarmi, ma tu mi ributti giù. La tua lingua si insinua
ancora tra le pieghe della mia camicia, ora scendi più in giù,
l'ombelico. Sei un dio. Vorrei che quella lingua stesse lì per
sempre. Con la mano intanto massaggi ciò che dopo divorerai. Ed ecco
infatti che con una sola mossa mi tiri giù i pantaloni. Lentamente
con i dolci baci ricopri lo spazio che separa l'ombelico dal mio
sesso. Dolcemente lo afferri e cominci con un lento pompino. La tua
lingua che si insinua ovunque, la mia cappella che sembra stia per
esplodere dall'eccitazione che sto provando. La mia testa inclinata
all'indietro, gli occhi chiusi e la schiena inarcata. Oh sì...tu sei
un dio, la tua lingua, la tua bocca è la tua spada. Non ce la faccio
più, devo prendere il controllo della cosa. Mi ribello. Ti sollevo
la testa ti agguanto, ti salto sopra. Mi tolgo la camicia e ti
ricambio il favore. Tu, già completamente nudo ti apri a me. Oh sì,
è dolce il sentire del tuo membro caldo nella mia bocca. Ma ecco che
io scendo ancora più in profondità...è lì che entrerò è lì che
farò sentire il mio divino. I tuoi gemiti di piacere possono essere
uditi dai vicini, la mia lingua che lentamente ti massaggia l'ano. Oh
sì, vedo che ti piace e quando mi interrompo tu me lo chiedo ancora
e ancora, mi supplichi di continuare, si capisce dal tuo sguardo,
dalla tua mano dalle tue carezze. Lo vuoi. L'eccitazione è tale che
sei lì pronto, sei lì a gambe aperte e aspetti. Lentamente, senza
fretta te lo faccio sentire. Lentamente per poi darti il colpo.
L'autorità. Ti piace. Sollevi la testa e mi guardi, mi abbasso e ti
bacio. I tuoi lamenti, il tuo godere, alimenta la mia
voglia...intanto la mia mano ti provoca piacere e continua così
finché non la fermi, è troppo presto hai ragione. Ma ecco che mi
fai riprendere ancora e ancora e ancora e poi ti inarchi, schizzi
come non hai mai schizzato. Anch'io...ma tu ecco che sei pronto e
ricominci con prenderlo in bocca e ricevi ciò che è di più intimo.
Non è stato sesso...è stato amore. Ci
siamo addormentati insieme come sempre..."
by TINKO

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