I
supermercati, si sa, sono sempre stati un ottimo luogo di cuccaggio.
Maschi single che individuavano tra gli scaffali fanciulle single e le
tacchinavano.
Da un po’ di anni a questa parte, da quando i gay hanno acquisito un po’ di visibilitò, i supermercati sono un ottimo punto per incontri anche per loro.ù
Al supermercato poteva nascere l’amore di tutta una vita, un’avventura estiva, o anche solo una sana scopata.
E questo è quello che è successo a me....
Stavo girovagando tra gli scaffali con il mio cestino quando notai un ragazzo molto bello che si guardava intorno. Anche lui aveva un misero cestino con dentro pochissini prodotti, il minimo per sopravvivere per un single.
Indossava una t-shirt bianca aderente che esaltava un fisico scultoreo, bermuda e infradito.
La carnagione era abbronzata e i capelli scuri erano tagliati stile marine.
Il mio gaydar mi suggeriva che fosse gay, al massimo bisex.
Da un po’ di anni a questa parte, da quando i gay hanno acquisito un po’ di visibilitò, i supermercati sono un ottimo punto per incontri anche per loro.ù
Al supermercato poteva nascere l’amore di tutta una vita, un’avventura estiva, o anche solo una sana scopata.
E questo è quello che è successo a me....
Stavo girovagando tra gli scaffali con il mio cestino quando notai un ragazzo molto bello che si guardava intorno. Anche lui aveva un misero cestino con dentro pochissini prodotti, il minimo per sopravvivere per un single.
Indossava una t-shirt bianca aderente che esaltava un fisico scultoreo, bermuda e infradito.
La carnagione era abbronzata e i capelli scuri erano tagliati stile marine.
Il mio gaydar mi suggeriva che fosse gay, al massimo bisex.
Incominciai a seguirlo con indifferenza tra gli scaffali e notai che anche lui mi osservava di nascosto.
Quando andavo in un’altra corsia era lui che mi raggiungeva facendo finta di cercare qualche mercanzia.
In un momento in cui era sicuro che lo guardavo, anche se lui faceva sempre finta di guardare gli scaffali, si toccò ripetutamente il pacco, come per sistemare il cazzo dentro le mutande.
Dopo un po’ feci lo stesso, mentre facevo finta di guardare qualcosa vidi con la coda dell’occhio che mi guardava e anchio mi toccai ripetutamente il pacco.
Ripetemmo entrambi il gesto un paio di volte....
Dovete sapere che i cessi dei supermercati sono un posto riservatissimo, è rarissimo che qualcuno vi entri. Oltretutto in quel supermercato i box del cesso erano completamente chiusi, per cui, una volta dentro, eri abbastanza isolato dall’esterno.
Andai alla cassa e pagai. Col mio misero sacchettino mi avvia verso i gabinetti.
Come previsto erano deserti.
Aprii le porte di tutti i box, sia per essere certo che non ci fosse nessuno, sia per lanciare un messaggio, ed entrai nell’ultimo vicino al muro.
Lasciai la porta socchiusa, misi la borsa della spesa in un angolo, e mi sedetti sulla tazza ad aspettare.
Ero certo che l’attesa sarebbe stata breve, e infatti dopo circa un minuto sento aprirsi la porta del bagno.
Sarà lui? O sarà qualche vecchietto con problemi di vescica che doveva pisciare?
La porta del box in cui ero seduto si aprì lentamente... era lui!
Entrò rapidamente chiudendo la porta dietro di lui e, senza dire parola, si abbassò la zip dei bermuda tirando fuori l’uccello.
Era barzotto, quella situazione tra il flaccido e il duro che precede l’erezione completa.
Anchio non dissi una parola, era inutile, e lo presi subito in bocca.
Incominciai a spompinarlo ed in pochi secondi lo sentii crescere e la sua cappella mi riempì tutta la bocca.
Quasi subito sentii anche il sapore dolce del liquido pre-spermatico che fuoriusciva dal suo cazzo.
Lo lascia andare solo per un attimo, il tempo di sfilarmi la t-shirt e rimanere a torso nudo.
Mentre continuavo a succhiarglielo mi sfilai anche i bermuda e le mutande rimanendo completamente nudo.
Il mio cazzo era duro come il marmo e puntava dritto verso l’alto.
Mi piaceva scopare nudo, mi eccitava di più, e si evitavano anche spiacevoli incidenti come uscire con la maglietta imbrattata di sperma dopo la scopata occasionale.
Anche lui si sfilò la maglietta buttandola in un angolo mentre i suoi bermuda erano già a terra, ed anche lui rimase nudo.
Continuai a pomparlo, ogni tanto lo leccavo per tutta la sua lunghezza scendendo a succhiargli i coglioni ben depilati, prima uno e poi l’altro, e poi risalivo per riprenderlo tutto in bocca.
Intanto con una mano mi masturbavo e con l’altra continuavo a stringere il suo cazzo o a palpargli le palle.
Arrivai anche al buco del culo, ma lo sentii irrigidirsi, segno che non gradiva.
Quando decisi di averlo spompinato abbastanza mi rialzai e lo baciai.
Non tutti vogliono farsi baciare durante un incontro occasionale, ma lui ficcò subito la lingua in bocca.
Sapevo che ero pieno del suo sapore e sembrava che lui lo volesse cercare per condividerlo con me.
Mentre ci baciavamo i nostri corpi nudi si strusciavano, i nostri cazzi durissimi premevano l’uno contro l’altro... L’eccitazione era alle stelle....
Alzai una gamba e mi avvinghiai a lui.
Lui subito incominciò a palparmi le natiche avvicinandosi sempre più al mio buchetto.
Infilò prima un dito, poi due... me lo stava dilatando pronto ad impalarmi.
Quando mi sentti pronto a prenderlo mi attaccai al suo collo e alzai anche l’altra gamba avvinghiandomi completamente a lui.
Con una mano mi aiutò a sorreggermi, mentre con l’altra indirizzò la sua verga verso il mio buco.
Mi lasciai scivolare un po’ in giù e fu dentro di me.
Il suo cazzo mi riempiva completamente, mi sembrava che dovesse arrivare chissà dove.
Ero al settimo cielo!
Incominciammo a muoverci in sicronia, lui alzava il bacino ed io abbassavo il mio, mi stava scopando alla grande!!
Sentivo dentro di me la sua cappella che massaggiava la prostata facendomi godere.
Mentre mi scopava così, in piedi, i nostri corpi nudi si strusciavano. Il mio cazzo si muoveva sul suo ventre muscoloso praticamente masturbandomi, le nostre lingue saettavano da una bocca all’altra...
Avrei voluto che quella goduria non finisse mai!!!
Dopo un po’ mi accorsi che il suo ritmo stava aumentando, segno che stava per venire.
Non volevo che quel nettare andasse sprecato e con un colpo di reni mi staccai da lui e mi misi in ginocchio, pronto a continuare a succhiarglielo finchè non fosse venuto.
Incominciai a pomparlo con foga masturbandolo contemporaneamente, mentre la sensazione di vuoto che aveva lasciato nel mio culo era devastante.
Sentivo la sua cappella pulsare, i movimenti del suo bacino accompagnavano la mia bocca, stava per venire...
Un fiotto di liquido caldo e viscoso mi arrivò in gola, la sborrata era stata abbondante e una parte dello sperma mi colò sul mento e poi sul petto.
Ingoia avidamente tutto quel nettare divino che mi era rimasto in bocca assaporandolo come mai non avevo fatto.
Rimasi in quella posizione finchè non lo sentii rilassarsi, la cappella che lentamente si sgonfiava lasciandomi respirare.
Mi alzai, lui mi prese il viso tra le mani e incominciò a leccarmi il viso per ripulirmi del suo sperma. Poi mi baciò avidamente, sentii ancora il sapore del suo nettare nella sua bocca...
Poi scese, e con la lingua pulì anche il mio petto, mi mordicchiò i capezzoli, mi baciò il ventre....
Finalmente fu lui a prenderlo in bocca e incominciò a spompinarmi.
Sentivo le sue labbra stringere il cazzo, la lingua che avvolgeva la cappella, le sue mani che stringevano il mio membre, accarezzavano i coglioni e ancora si intrufolavano nel culo....
Era troppo tempo che ero eccitato, non sarei durato molto...
Infatti, dopo poco, sentii l’orgasmo arrivare impetuoso, la sborra fuoriuscire abbondante, il piacere scuotere il mio corpo...
Bevve tutto, non ne lasciò uscire neppure una goccia.
Restò così, con il mio cazzo in bocca che lentamente si ammosciava, le mie mani sulla sua testa in una carezza di ringraziamento.
Mentre la cappella si sgonfiavi continuava a rotearvi intorno la lingua, procurandomi altri brividi di profondo piacere.
Poi si alzò e mi baciò nuovamente, sentivo il mio sapore nella sua bocca, i nostri corpi madidi di sudore l’uno contro l’altro.
Dopo il lungo bacio si staccò, afferrò i vestiti e li indossò velocemente.
Uscì per primo.
“Ciao!”
“Ciao!”
Furono le uniche parole...

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