giovedì 26 luglio 2012

IL MECCANICO


Era un caldo pomeriggio di agosto e stavo tornando a casa in macchina dalla piscina dove avevo passato tutta la giornata.

Milano era deserta e quasi tutti i negozi erano chiusi, ma la piscina era molto affollata soprattutto di giovani, probabilmente squattrinati come me.

Avevo passato la giornata a sbirciare alcuni i molti ragazzi praticamente nudi che prendevano il sole.

Alcuni indossavano costumi aderenti che lasciavano capire quanto fossero dotati, altri costumi a pantaloncino; alcuni avevano dei fisici non propriamente in forma, ma altri avevano dei fisici da sballo.

Anch'io avevo indossato un costume a slip bianco e per nascondere le erezioni che ogni tanto arrivavo prepotentemente avevo dovuto spesso mettermi a pancia in giù.

Avevo scelto di indossare il costume bianco, obiettivamente minuscolo, per mettere in risalto la mia fisicità.

Ero abbronzato, facevo palestra e nuoto, e quindi avevo un bel fisico scolpito ma senza esagerare, avevo il petto perfettamente depilato, perché come non amavo i peli io pensavo che non piacessero nemmeno agli altri, non ero quel che si dice un superdotato, ma nemmeno messo male, insomma ero decisamente un bel figo che piaceva sia agli uomini sia alle donne, e ne ero perfettamente conscio.




Le occasioni, infatti, non mi mancavano, e avevo sempre qualche ragazza che mi girava intorno, e che comunque mi scopavo, per nascondere la mia omosessualità. Ero insomma quel che si dice un "insospettabile" bisex.

Anche in macchina avevo scelto un look secondo me da figo.

Ciabatte a infradito perché anche i piedi maschili, quando sono belli, hanno una loro eroticità, bermuda larghi, ma portati a vita bassissima in modo che si vedesse un po' di pelo del pube, ed una canottiera bianca aderentissima che mettesse in risalto il fisico.

Stavo dunque procedendo lentamente nelle desolate strade della periferia milanese, quando la macchina, una vecchia FIAT UNO, incominciò prima a perdere colpi per poi fermarsi completamente.

Imprecai tra me e me non sapendo cosa fare.

Provai ancora a metterla in moto, ma niente da fare.

Abitavo dall'altra parte di Milano e con i pochi mezzi pubblici in circolazione avrei impiegato una vita ad arrivare a casa.

Vidi un vecchietto, un altro che non si poteva permettere di andare in vacanza da qualche parte, e gli chiesi se conoscesse in zona un meccanico aperto.

Con una certa sorpresa mi disse che a poche centinaia di metri c'era una piccola officina e che era sicuramente aperta.

Mi incamminai e la raggiunsi in pochi minuti.

Più che una moderna officina sembrava l'antro delle streghe.

Praticamente era un sotterraneo da cui si accedeva da una rampa mal tenuta, all'interno i muri erano neri dalla sporcizia, il pavimento in cemento aveva dei grossi buchi rattoppati alla belle e meglio e anche la luce era scarsa.

Vidi un uomo che armeggiava sotto il cofano del motore di un'auto.

Per la posizione chinata in cui era si poteva vedere solo il culo, un gran bel culo però!

Immaginai però che si trattasse di un vecchietto in procinto ad andare in pensione. Chi mai avrebbe potuto lavorare in un posto simile?

Diedi un colpetto di tosse per attirare l'attenzione.

Infatti il "vecchietto" si rialzò, si giro e..... sorpresa delle sorprese, il "vecchietto" era un bellissimo ragazzo di circa 25 anni, moro, e con un sorriso che metteva in risalto una perfetta dentatura bianca, una visione paradisiaca.

La tuta larga ed informe non lasciava capire come fosse il corpo, ma poiché faceva molto caldo la teneva abbastanza aperta sul davanti, sotto non portava nient'altro, e si potevano intravedere dei pettorali da urlo.

Gli spiegai il problema.

Mi disse che stava per chiudere ma che avremmo potuto andare alla mia macchina con la sua in modo da poterla trainare all'officina. Poi, all'indomani, me l'avrebbe riparata.

"Però prima mi cambio" disse " perché se salgo sulla tua auto con questa tuta piena di grasso poi non viene più via!".

"Ok. Fai con comodo, ti aspetto". Che alternativa avevo? Nessuna!

Lo spogliatoio altri non era che un angolo della stessa officina con uno scatolone aperto per terra.

Si tolse le scarpe, che portava senza calze, e già notai che aveva dei bei piedi.

Si sfilò la tuta, lo vedevo da dietro, apparve una schiena perfetta, due larghe spalle muscolose ed un giro vita sottile senza un filo di grasso. Indossava un paio di boxer elasticizzati aderenti che mettevano in risalto un culo tondo e sodo. Le gambe, con appena un po' di peluria, erano ben tornite e muscolose.

Uno sballo! Sentivo un brivido correre nelle mie zone basse!!!!

Si rivestì adottando anche lui quello che per me era un look da figo, praticamente uguale al mio.

L'unica differenze che anziché la canottiera indossò una T-shirt smanicata che esaltava i bicipiti, anche loro perfetti.

Dio, pensai, se fosse anche lui gay... se potessi scopare con lui..... lo farei per tutta la vita.....

Andammo alla macchina. Non provò neanche a metterla in moto, ma dal baule estrasse una corda d'acciaio con la quale la trainammo fino all'officina.

Solo lì aprì il cofano e guardò il motore.

"Si, è come pensavo da quello che mi hai detto, si è rotto il tubo della benzina, bisogna sostituirlo.... Vedi?".

Così dicendo mi invitò ad avvicinarmi.

Ficcai la testa sotto il cofano e così facendo il mio braccio nudo sfiorò il suo.

Un brivido mi corse lungo la schiena. Ed ebbi l'impressione, solo un'impressione, che avesse un brivido anche lui.

"Non riesci proprio fare nulla per farla ripartire e farmi andare a casa?" chiesi.

"No, mi dispiace. Il tubo è proprio rotto e devo sostituirlo, e fino a domani non posso procurarlo".

"Cazzo, arriverò a casa tardissimo.... vabbè che non c'è nessuno che mi aspetta.... ma che coglioni....!"

"Abiti lontano?"

"Dall'altra parte di Milano!"

Magari mi invita a casa sua a dormire, pensai.

"Senti" disse "io non ho un cazzo da fare stasera, i miei amici sono tutti al mare e sono solo. Se ti va possiamo andare a farci una birra, o un aperitivo, sbocconcelliamo qualcosa assieme e poi ti accompagno a casa io."

"L'idea non mi dispiace affatto.... tanto starei in casa a tirarmi una sega!" dissi ridendo.

Lui sorrise ma non disse nulla.

Avevo fatto apposta un pesante richiamo sessuale per vedere la reazione, ma niente.

D'altra parte era un'affermazione veramente stupida, quale reazione avrebbe potuto esserci? Nessuna! Mi sentivo veramente un cretino ed ero anche in imbarazzo.

"Scusa" farfugliai "non volevo essere volgare..."

Rise sonoramente e disse: " Scusarti? e di che? si sa che noi maschi quando siamo soli ci facciamo delle gran seghe... magari guardando un bel fil porno per eccitarci...."

Ecco la reazione! Risi anch'io sonoramente e osai di più: "Ah, ah, ah, è vero.... io se non mi masturbo almeno una volta al giorno sto male... e poi lo faccio dove capita... a volte nei cessi dell'università, a volte nel cesso di casa, sotto la doccia, a letto..... a volte lo faccio anche più volte al giorno....."

"Attento che diventi cieco!!! Dai andiamo...."

Avevo già raggiunto un buon livello di familiarità, ma ancora non avevo proprio capito se fosse gay o etero.... No, era sicuramente etero!!!!

"Dove andiamo?"

"Al Ricci!" rispose.

Altro tuffo al cuore. Il Ricci era un locale notoriamente gay!!! Che fare? Farglielo notare subito? O far finta di nulla e poi entrare in argomento quando fossimo stati là?

"Ma il Ricci è un locale gay"

"Lo so perfettamente! Ma prima di tutto sono sicuro che è aperto, secondo, dobbiamo attraversare Milano e quindi è sulla strada, terzo, è frequentato comunque da bella gente anche se sono gay, quarto, se c'è qualche ragazza non c'è concorrenza! E comunque osservando i gay, che sono sempre alla moda, puoi imparare come vestirti, il look giusto per piacere! Guarda noi due, siamo indubbiamente due bei ragazzi, abbiamo un look che piace sia agli uomini sia alle donne, potremmo essere gay ma ci girano intorno un sacco di ragazze! Almeno, a me girano intorno, e a te?"

"Sì, è vero, mi ronzano attorno e le scopo con estrema facilità!"

Ecco, lo sapevo, era maledettamente etero!!!

Arrivammo al Ricci e prendemmo due birre. Ci mettemmo in piedi in un punto dove avevamo un'ottima visuale della gente seduta e dove molta altra ci passava davanti.

Parlammo del più e del meno senza alcun altro riferimento al sesso.

Mentre parlavamo lo osservavo e notai che guardava praticamente solo i ragazzi.

Avevo ancora qualche speranza? Forse era solo un "insospettabile" come me!

Dovevo capire! Ma come fare? Dovevo tornare a parlare di sesso e poi confessargli che ero perlomeno bisex!

Lo spunto mi venne dalla musica. Stava suonando una canzone di Moby.

"Bella questa canzone" dissi " Beh, in questo locale potevano solo mettere canzoni di cantanti gay!"

"E' vero, è stato pure offeso da Eminem che l'ha chiamato finocchio! Eminem... il super macho!!!"

"Non capisco questo accanimento contro i gay! Cosa fanno di male? Guardati intorno, sono tutti gay ma tutte persone civilissime, belle direi.... E poi a tutti è capitato di avere delle incertezze nell'età della pubertà, di toccare il cazzo a qualche amichetto o fare anche qualcosa di più....."

Lui mi sorrise e mi disse: " Io non lo facevo mica solo nell'età della pubertà, lo faccio anche ora! Sono gay!!!!!"

Credo che lo stupore dipinto sul mio viso fosse più esplicito di qualsiasi cosa avessi potuto dire!

"Ma non l'avevi mica capito?" proseguì.

"No, no, mi sembravi assolutamente etero!!!"

"Ah, ah, ah.... Tecnicamente sono bisex, perché qualche ragazza me la scopo.... per copertura.... ma adoro i bei ragazzi...."

L'emozione era fortissima! Dunque era gay! Dunque potevo sperare di scopare con lui... anzi ero sicuro che avrei scopato con lui!!!!

"Ma è la mia stessa identica situazione!!! Anche a me piacciono i bei ragazzi, alti, mori, muscolosi... come te!!!"

Mi sorrise e con naturalezza appoggiò una mano sulla mia "Anche tu mi piaci, mi piaci dal primo momento che ti ho visto! Anzi ti devo confessare una cosa..."

"Cosa?"

"Ricordi nell'officina quando mi sono cambiato? Ti ho voltato le spalle.... ero eccitato... avevo il cazzo in tiro.... mi sono voltato per nascondere l'erezione...."

"Ma dai! Anch'io lo avevo duro solo che con i pantaloni larghi e le mani in tasca sapevo che non si sarebbe notato...."

Lui mi accarezzò dolcemente una guancia ed io ricambiai accarezzandogli le braccia nude.

Questa volta non fu solo un brivido, questa volta senti il cazzo che mi diventava duro!

Osò un po' di più e infilò la mano sotto la spallina della canottiera per accarezzarmi il petto.

Io gli misi una mano sulla coscia molto, molto vicina al cazzo.

Per un attimo pensai che eravamo in un locale in mezzo la gente, ma chi poteva badare a due gay, in un locale gay, che si facevano delle coccole?

Intorno a noi era pieno di ragazzi che si baciavano, che si tenevano per mano, che si accarezzavano dolcemente....

A questo punto eravamo come tutti gli altri.

Avvicinai le mie labbra alle sue e lo baciai, lievemente, senza forzare....

Sentii la sua lingua appoggiarsi alle mie labbra, il calore del suo alito, il suo odore....

L'eccitazione mi stava salendo alle stelle!

Lui si staccò, mi fece una strizzatina d'occhio indicando con lo sguardo verso il basso e dicendomi: "Guarda!"

Spinse un po' il bacino verso di me, e attraverso i pantaloni leggeri si capiva benissimo che aveva anche lui l'uccello in tiro che puntava verso di me.

Feci lo stesso movimento e resi evidente anche la mia erezione.

"Si attraggono!" disse.

"Già, ma non abbiamo perso troppo tempo?"

"Sì, dai andiamo!"

La mia mano era ancora sulla sua coscia, vicino all'oggetto del desiderio.

In segno di approvazione ne approfittai, risalii quei pochissimi centimetri e glielo palpai velocemente.

Fu molto veloce e non capii bene come potesse essere, ma sicuramente era duro e di dimensioni perlomeno ragionevoli.

Salimmo in macchina e ci dirigemmo velocemente verso casa mia.

Non parlavamo, ci sfioravamo le mani e ci sorridevamo l'un l'altro.

Arrivati a casa non ci fu bisogno di chiedergli se fosse salito.

Semplicemente lui scese da una parte ed io dall'altra, ed andammo in casa.

Appena richiusi la porta mi appoggiò al muro ed incominciammo a baciarci.

Questa volta fu un bacio vero.

La sua lingua entrò nella mia bocca, gliela succhiai, e poi io ficcai la lingua in bocca a lui, e lui la succhiò, le lingue che entravano ed uscivano l'una nella bocca dell'altro mimavano un atto sessuale...

Il sapore della sua bocca era meraviglioso, l'odore del suo alito inebriante, quanto avevo aspettato quel momento!

Il suo corpo era appoggiato al mio, lo sentivo addosso, sembrava che volesse diventare un corpo solo....

Ci sfilammo la canottiera e la T-shirt rimanendo a torso nudo.

Lo avevo visto in mutande di spalle ma non da davanti.... da rimanere a bocca aperta!

I pettorali, che avevo intravisto sotto la tuta, erano ben sviluppati e ben scolpiti, gli addominali perfetti formavano la classica tartaruga, non un filo di grasso, niente cuscinetti dell'amore, non un pelo sul petto.... Un dio greco!!!

Sorridendogli gli chiesi: "Depilato o glabro naturale?"

"Depilato, odio i peli! E poi sembrava che mi aspettassi questo incontro, gli ho fatti stamattina!"

Proprio come me!

Continuammo a baciarci appassionatamente, adesso si aggiungeva il piacere del contatto della nostra pelle.

Il suo petto contro il mio, la sua pancia contro la mia....

Incominciai a scendere baciandogli il collo, poi il petto.

Arrivai ai capezzoli, prima uno pi l'altro, un po' glieli baciai, un po' glieli leccai, un po' glieli mordicchiai....

Lui dimostrava di gradire queste mie attenzioni dal modo in cui buttava indietro la testa e dagli occhi socchiusi.

Gli leccai ancora il petto, poi scesi con la lingua verso la pancia, fino all'ombellico che gli leccai a lungo.

La pelle era morbida, profumata, i peli perfettamente depilati non si sentivano assolutamente.

Risalii rifacendo il percorso inverso soffermandomi a lungo sui capezzoli e sul collo, e poi tornammo a baciarci. Adoravo il sapore della sua bocca.

Sentivo il suo cazzo ormai durissimo premere contro di me. E sicuramente lui sentiva il mio.

Adesso incominciò lui a scendere rifacendo a me quello che io avevo fatto poco prima a lui.

Mi baciò il collo e dietro le orecchie.

Scese leccandomi il petto e dandomi dei piccoli dolci baci.

Arrivò ai capezzoli e li succhiò a lungo, come un neonato succhia le tette della mamma.

Scese ancora fino ad arrivare all'ombellico. La sua lingua lo frugò dando dei piccoli colpi, come se mimasse un atto sessuale.

Mi chiesi se dopo mi avrebbe fatto lo stesso trattamento al buco del culo.

Intanto le sue mani accarezzavano tutto il mio corpo.

Le sentivo sul culo, poi sulla schiena, poi passavano ad accarezzarmi i pettorali.

Poi lo sentii arrivare ai pantaloni. Mi slacciò la cintura, il bottone e abbassò la patta.

Con un unico movimento mi sfilò quelli e le mutande.

Rimasi completamente nudo davanti a lui, con il cazzo che puntava verso l'alto.

Lui lo guardò come se fosse una sorpresa dell'uovo di pasqua, sembrava felice.

Me lo prese in mano con estrema delicatezza, avvicinò la bocca, e incominciò a dargli dei piccoli baci sulla cappella.

Quanto avevo aspettato questo momento, a quanto avevo voglia di poterlo ricambiare.

Per la lunga eccitazione il mio uccello era già bagnato di liquido prespermatico che usciva dalla punta.

Lui appoggiò la lingua sulle goccioline trasparenti come se volesse solo assaggiare quel liquido delizioso.

Ma eravamo ancora in piedi vicino alla porta....

Allora lo guidai verso la camera da letto, io completamente nudo e lui ancora con i bermuda.

Arrivati vicino al letto, mi chinai e questa volta fui io a sfilargli pantaloni e boxer in un colpo solo.

Un ciuffo di peli neri e ben curati sovrastava un cazzo meraviglioso.

Anche lui, come me, non si poteva definire un superdotato, ma valutai che i suoi 17 - 18 centimetri ci fossero tutti. Anche il suo era già bagnato per la lunga eccitazione.

Il cazzo duro era sorprendentemente dritto, mentre di solito hanno sempre una leggera curvatura a destra o a sinistra.

Anche il mio, infatti, curvava leggermente verso sinistra, ma questo non costituiva certo un problema.

Lo presi in mano, ma io non resistetti, volevo sentirlo nella mia bocca, volevo sentirne il sapore....

Aprii la bocca e me lo feci scivolare dentro. Dio come era buono! Non sempre, quando avevo fatto altri pompini, il sapore era così gradevole. Ma questo era dolce e acido contemporaneamente, con un gusto fortissimo di maschio in calore, una delizia!

Solo chi ha provato a succhiare un cazzo può capire cosa voglio dire.....

Mi feci arrivare la cappella in gola mentre le labbra stringevano quella verga meravigliosa, non volevo perdermene neanche un millimetro.

"Aspetta " disse, accompagnando la frase con un gesto che mi invitava a rialzarmi.

Forse era talmente eccitato che aveva paura di sborrarmi subito in bocca....

"Sdraiamoci, questi momenti devono durare all'infinito....."

Ci mettemmo sul letto, lui sopra di me, i nostri corpi aderivano perfettamente come se fossero un corpo solo, i baci erano appassionati, le nostre lingue saettavano l'una nella bocca dell'altro, le nostre mani correvano sui corpi in dolci carezza per scoprirci l'un l'altro, i nostri cazzi strusciavano uno contro l'altro alla ricerca del piacere.

Lui era sopra, e lui conduceva il gioco. Incominciò a scendere come prima avevamo fatto quando eravamo in piedi.

Mi baciò il collo, mi leccò il petto, mi succhiò i capezzoli, ficcò la lingua nel mio ombellico....

Arrivò al cazzo, lo accarezzò ancora dolcemente, poi aprì le labbra e lo vidi sparire nella sua bocca.

Sentivo la sua lingua accarezzarmi la cappella, insistere sul filetto, le sue labbra che salivano e scendevano lentamente sull'asta dura....

Intanto con la mano accompagnava i movimenti della bocca in una lenta sega.....

Poi la mano lasciò l'uccello e passò alle palle, me le accarezzava dolcemente, prima tutte e due assieme, e poi alternativamente prima una e poi l'altra, sembrava che volesse verificare la consistenza e le dimensioni.

Ma anch'io avevo una gran voglia di succhiarglielo.....

Mi sfilai da sotto di lui e mi sdraiai di fianco in direzione contraria.

Ora avevo il suo cazzo davanti alle mie labbra e lui aveva il mio, potevamo incominciare un magnifico 69.....

Lui me lo riprese subito in bocca e continuò con i stessi movimenti di prima....

Ogni tanto lo faceva uscire dalla bocca per dargli delle lunghissime leccate in tutta la sua lunghezza, con le mani passava alternativamente dal cazzo ai coglioni, per far aumentare sempre di più il mio piacere.

Io ero pronto a fare altrettanto. Notai che sulla punta del suo cazzo c'era ancora una goccia di liquido trasparente che fuoriusciva, lo presi subito in bocca ber gustare quel liquido prelibato.

La sua cappella mi riempiva la bocca, quando mi arrivava in gola mi sembrava di soffocare, ma era troppo bello!

Anch'io passai ai coglioni. Notai come fossero belli e simmetrici, la pelle rosa, anche lì la completa assenza di peli rendeva la leccata particolarmente piacevole.

Li prendevo completamente in bocca prima uno e poi l'altro, mentre con la lingua glieli massaggiavo dolcemente.

Per un attimo la sua bocca si staccò dal mio uccello per inumidirsi un dito.

Capii subito quello che stava per fare e ne fui felice.

Subito lo riprese in bocca, ma sentii il suo dito sul buco del culo. Mi penetrò. Sensazione meravigliosa!

Il suo dito nel culo si muoveva allo stesso ritmo della sua bocca provocandomi un piacere che credevo impossibile.

Potevo non ricambiare lo stesso favore, non provocargli lo stesso godimento? Certamente no!

Mi inumidii anch'io il dito per facilitare la penetrazione e glielo misi dentro.

Non oppose la minima resistenza, notai solo un piccolo rallentamento del suo ritmo e lo sentii mugolare di piacere.

Proseguimmo a lungo in quel reciproco pompino che ci faceva impazzire dal piacere.

Ma sapevo che la scopata sarebbe stata ancora lunga.....

Mi staccai da lui e lo feci mettere supino in posizione, per così dire, ginecologica.

Misi la mia testa tra le sue gambe ed ora avevo davanti a me, a portata di mano e di lingua, tutte le sue parti più intime, il cazzo eretto maestosamente, i coglioni, e il buchetto del culo che sembrava aspettasse.

Gli leccai ancora un po' i coglioni, poi scesi un po' soffermandomi in quella zona a metà tra palle e culo, e poi puntai deciso a leccarli il culetto.

Prima glielo leccai girandogli intorno, poi puntai deciso verso il buco vero e proprio, dandogli dei colpi di lingua come se dovessi penetrarlo con quella.

"Oddio" gridò "si.... che bello"

Capivo quella reazione, sapevo che sentirsi il buco del culo frugato dalla lingua del proprio partner dava una sensazione di piacere infinita.

Probabilmente subentrava anche un fattore psicologico, farsi leccare il buco del culo era di più che mettersi a nudo, era di più che raggiungere l'orgasmo insieme, era la volontà di offrire la nostra parte più intima, quella che generalmente si tiene più nascosta, la più privata.

Lo vidi inarcare ancora di più la schiena per offrirmi ancora più facilmente quella rosa, spingersi verso di me per aiutarmi nella penetrazione, contorcersi in preda ai brividi del piacere.

"Siii, dai, ti prego continua...." implorò " voglio essere la tua troia, voglio essere scopato....."

Temetti che stesse per sborrare. Non sarebbe stato un grosso problema, ma volevo prolungare al massimo il suo piacere. Il suo piacere era il mio piacere. Stavo godendo nel vedere quando godeva lui.

Decisi che era venuto il momento di mettergli il cazzo in culo.

Lo feci mettere in ginocchio ai bordi del letto, in modo che io, stando in piedi, avessi l'uccello all'altezza del culo, per poterlo prendere alla pecorina.

Avevo il cazzo bagnato fradicio del liquido che usciva in abbondanza dalla cappella, quindi non c'era certamente problema di lubrificazione.

Appoggiai la cappella al suo buco del culo e spinsi dolcemente. Vidi il buco aprirsi ed inghiottire la cappella. Lui mi aiutò venendo verso di me, e tutto il mio cazzo fu dentro di lui.

Emise un gemito che non era sicuramente di dolore, era il piacere di sentirsi lo sfintere dilatato ed il cazzo entrare, era il piacere di sentirlo tutto dentro di lui.

Incomincia a pomparlo. Vedevo il mio cazzo entrare ed uscire dal suo culo dilatato, sentivo le sue chiappe sbattere sul mio pube, sentivo il suo sfintere stringermelo....

Mi chinai su di lui in modo che il mio petto sfiorasse la sua schiena. In questa posizione gli presi in mano il cazzo e, mentre continuavo a pomparlo, lo masturbai.

Lui ansimava profondamente ed il suo cazzo fradicio scivolava facilmente nella mia mano.

Mi piaceva toccargli il cazzo, lo sentivo pulsare nella mia mano....

L'uccello mi scivolò fuori e lui ne approfittò per rimettersi supino.

"Prendimi da davanti" mi disse "voglio che ci possiamo guardare in faccia mentre scopiamo!"

Appoggiò le caviglie sulle mie spalle offrendomi ancora una volta il buco del culo.

Appoggiai nuovamente la cappella che entrò subito nel buco ormai ben dilatato.

Il suo sguardo diceva quanto stesse godendo. Ci sorridemmo.

Il suo cazzo, sempre in tiro, davanti a me. Lo ripresi in mano e continua a masturbarlo.

Ma nonostante ormai fosse un sacco di tempo che scopavamo, sentivo che avrei potuto resistere ancora a lungo. Anch'io volevo sentirmi troia, essere sfondato da quel ragazzo meraviglioso.

"Che ne dici se facciamo cambio? Ho voglia di prenderlo anch'io!" dissi.

Ci girammo. Questa volta fui io a mettermi supino e ad appoggiargli le caviglie sulle spalle.

Il suo cazzo aveva continuato ad emettere liquido lubrificante ed era scivolosissimo.

Appoggiò la cappella al buco del culo e spinse dolcemente. Sentii la cappella entrare piano piano mentre lo sfintere si dilatava.

Poi entrò del tutto. Per un attimo sentii un dolore lancinante, ma sapevo che sarebbe passato in pochissimi istanti per far posto ad un piacere immenso.

E poi ero stato inculato da cazzi più grossi del suo.....

Infatti il dolore cessò immediatamente, sentivo il suo cazzo riempirmi l'intestino, la sua cappella massaggiarmi la prostata dall'interno, era meraviglioso....

Anche lui approfittò della posizione per prendere in mano l'uccello e contemporaneamente masturbarmi.

Con l'altra mano mi accarezzava la pancia, il petto, mi stringeva i capezzoli....

Abbassai le gambe dalla posizione in cui erano, sopra le sue spalle, e gli avvinghiai la vita.

In questo modo poté abbassarsi verso di me e tornammo a baciarci. Eravamo tornati ad essere un unico corpo. La sua lingua era tornata nella mia bocca, i nostri petti si strusciavano, il mio cazzo incastrato tra sua e la mia pancia, sentivo gli addominali tesi e il calore di tutto il suo corpo.

Mentre il suo cazzo continuava a pomparmi. Non provavo il minimo dolore, ma solo un piacere immenso nel sentire quel magnifico uccello che entrava ed usciva dal mio culo.

"Non ce la faccio più" disse "sto per venire! Dove vuoi che venga? In Culo o da qualche altra parte?"

"No, voglio che vieni su di me! Voglio sentire la tua calda sborra sul petto, sulla faccia...."

Si rialzò ed estrasse il cazzo dal culo. Si mise a cavalcioni sulla mia pancia, le palle appoggiate ad essa, il mio cazzo teso sotto il suo culo. Gli presi il cazzo in mano e incominciai a menarglielo velocemente per farlo venire. Volevo essere io a procurargli l'orgasmo finale. Sentivo dai fremiti del cazzo che la sborrata era vicina, molto vicina, stava per venire....

Un fiotto di sborra calda uscì dal suo cazzo, uno schizzo particolarmente violento. Lo sperma in parte schizzò sul mio viso e in parte ricadde sul petto in larghe chiazze bianche e viscose.

Sentire quel nettare caldo su di me fu eccitantissimo. Ormai stavo per venire anch'io.

"Sto per venire... ti prego fammi venire...."

Scese da su di me e si mese al mio fianco. Mi prese l'uccello in mano masturbandomi velocemente per procurarmi quell'orgasmo che sapevo sarebbe stato violentissimo.

Lo schizzo di sperma fu potente, ricadendo tra la pancia ed il petto, formando altre chiazze bianche e mescolandosi al suo. Alcune gocce raggiunsero anche il viso. Raramente avevo schizzato così violentemente da raggiungere il mio viso con la mia sborra.

Io ero completamente imbrattato dalla pancia alla fronte, lui era completamente pulito.

"Egoista," disse "lo voglio anch'io!"

Così dicendo si risdraiò sopra di me. I nostri cazzi, non ancora completamente mosci, furono nuovamente uno contro l'altro.

Incominciò a strusciarsi sul mio corpo per spalmare la sborra tra me e lui. Per mischiare quel nettare rendendolo uno solo, per essere entrambi bagnati dal nostro piacere.

Poi incominciò a leccarmi il viso per raccogliere tutto lo sperma.

"Non ingoiarlo, sputamelo in bocca, voglio sentire il tuo sapore!" implorai.

Rispose facendo solo un piccolo cenno cenno della testa.

Mi leccò tutta la faccia raccogliendo fino all'ultima goccia di sperma. Avvicinò le sue labbra alle mie e mi baciò. Sentii lo sperma che aveva in bocca scivolare nella mia. Il sapore agrodolce della sborra si mescolava al sapore della sua bocca che già ben conoscevo. Continuammo a baciarci baciarci scambiandoci quanto avevamo in bocca.

Poi cercammo di ripartirci equamente il delizioso nettare ed ognuno ingoiò la sua parte.

Sentii lo sperma scivolarmi in gola lasciandomi la bocca un po' impastata e piana del suo sapore.

Scivolò al mio fianco ed io appoggiai la testa sul suo petto. I nostri corpi erano ancora pieni di sborra, ed io, in quella posizione, sentivo forte l'odore del sesso, quell'odore caratteristico di sudore, e sborra tipico di quando si aveva fatto una grandissima scopata.

I nostri cazzi si erano ormai ammosciati e ci godemmo quel momento di pace.

Credo che fosse stata la più bella scopata della mia vita. Ero felice.

Solo allora mi accorsi che non ci eravamo nemmeno presentati e non sapevo il suo nome.

L'attrazione fisica era stata così forte fin dall'inizio, e si era creata una tal complicità che non ce n'era stato nemmeno il bisogno.

"Io sono Andrea!" dissi. "Piacere, Luca"

Ovviamente dopo una scopata del genere, dopo aver scoperto lo straordinario feeling che ci univa non potevamo che metterci insieme pur decidendo, completamente d'accordo, di mantenere segreta la nostra storia e continuando ad apparire assolutamente insospettabili.

Questo comportò una complicità straordinaria, che sfociò in altre magnifiche avventure sessuali.

Ma questa è un'altra storia......

Nessun commento:

Posta un commento